Ma il Fisco incassa davvero più Iva grazie all’effetto Cortina? Tesi e antitesi
Il governo considera il contrasto dell’evasione fiscale alla stregua di “una guerra” e, a giudicare da alcuni numeri elaborati dall’Agenzia delle entrate, qualche battaglia l’esecutivo la starebbe pure vincendo. Siamo sicuri? Leggendo gli stessi numeri, c’è ora chi dice che certi successi sarebbero stati esagerati per ragioni più propagandistiche che altro. Per capire, meglio procedere per ordine. Primo dato positivo per il governo: alla fine dell’anno l’esecutivo conta di recuperare 12,9 miliardi di euro dall’evasione, rispetto ai 12,7 miliardi del 2011. Leggi Monti taglia 12 miliardi di spesa e l'Irpef per i redditi più bassi

Roma. Il governo considera il contrasto dell’evasione fiscale alla stregua di “una guerra” e, a giudicare da alcuni numeri elaborati dall’Agenzia delle entrate, qualche battaglia l’esecutivo la starebbe pure vincendo. Siamo sicuri? Leggendo gli stessi numeri, c’è ora chi dice che certi successi sarebbero stati esagerati per ragioni più propagandistiche che altro. Per capire, meglio procedere per ordine.
Primo dato positivo per il governo: alla fine dell’anno l’esecutivo conta di recuperare 12,9 miliardi di euro dall’evasione, rispetto ai 12,7 miliardi del 2011. Ma soprattutto Roma sarebbe rincuorata dall’andamento delle entrate tributarie: nonostante la recessione, tra il gennaio e l’agosto 2012, le entrate erariali si sono attestate a 268.736 milioni di euro – è notizia della fine della scorsa settimana – in crescita del 4,1 per cento (più 10.462 milioni di euro) rispetto allo stesso periodo del 2011. Perfino sull’Iva, in calo per la recessione che incide su consumi e investimenti, l’Agenzia delle entrate fa sapere di essere ottimista: “Qui Befera e i suoi tecnici fanno una scomposizione ulteriore delle cifre, che fornisce un dato sorprendente – si leggeva ancora la settimana scorsa in un informato retroscena del vicedirettore di Repubblica, Massimo Giannini – Nei primi sette mesi del 2012, i versamenti Iva nel commercio al dettaglio (dai bar ai ristoranti) sono aumentati del 9 per cento”. Il governo ha fatto sapere pubblicamente di aver rilevato la stessa tendenza. L’Agenzia delle entrate come si spiega lo scostamento tra crescita del gettito Iva dal commercio al dettaglio e andamento lievemente negativo del gettito Iva nel suo complesso? Risponde Giannini riferendo parole del vertice dell’Agenzia: “Befera e i suoi non hanno dubbi: ‘E’ l’effetto Cortina’”. In altre parole: i commercianti, terrorizzati dai controlli effettuati a sorpresa e rilanciati dai media nazionali, hanno iniziato a emettere più scontrini.
Mariano Bella, direttore dell’Ufficio studi di Confcommercio, anticipando al Foglio i risultati di una sua ricerca, definisce quella dell’“effetto Cortina” come una “congettura mediatica”. Innanzitutto perché è ingiusto “addebitare un male profondo e grave come quello dell’evasione a un settore – quello del commercio – che fa il 4,4 per cento del valore aggiunto totale, quindi meno di un quarto del sommerso economico e molto meno della metà del gettito evaso”. Inoltre sarà pure vero che il gettito Iva derivante dal commercio al dettaglio è cresciuto del 9,2 per cento, ma – è il ragionamento di Bella – questo aumento si spiega anche con l’incremento dell’aliquota Iva (dal 20 al 21 per cento a partire da settembre), oltre che con l’inflazione importata che ha fatto salire i prezzi al netto delle imposte di circa il 2,6 per cento nello stesso periodo. Ergo: “Un terzo dell’incremento del gettito Iva non ha a che fare con la compliance fiscale, ma è spiegabile da fattori economici con un preciso riflesso statistico”. All’Agenzia delle entrate, però, fanno capire che il “più 9,2 per cento” è un dato tanto significativo da non poter essere “sgonfiato” se si considera l’innalzamento dell’aliquota Iva. Il direttore dell’Ufficio studi di Confcommercio allora aggiunge: “I dati di gettito disaggregati per settore non sono pubblici, e questo è un male perché obbliga a fare congetture. Ma se nel commercio al dettaglio sono considerati anche la distribuzione di tabacchi e carburanti, è ovvio che in questi settori l’emissione dello scontrino, leitmotiv dei comunicati dell’Agenzia delle entrate, non c’entra nulla”. Anche perché nella prima parte del 2012 le accise su gasolio e benzina “sono cresciute del 37 e del 29 per cento, ed è cresciuto il prezzo industriale, così che il relativo gettito Iva è salito di circa il 12 per cento, pari a un miliardo di euro su un volume di gettito da scambi interni inferiore a 50 miliardi nei primi sette mesi del 2012.
Dunque, è verosimile che un altro paio di punti percentuali di incremento dell’Iva sul commercio al dettaglio sia da attribuire all’effetto carburanti”. Replicano i meno scettici: è ovvio che Befera avrà depurato i suoi conti dall’effetto del caro carburanti. Nell’attesa che i dati dai quali origina il conteso “più 9,2 per cento” siano resi pubblici, i diretti interessati continueranno a ritenere ridimensionata l’efficacia dell’effetto Cortina.